SENZA TRACCIAun casino emozionale con contorno di saggezza orientale
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venerdì, 27 gennaio 06 13:46
Silenzio-Musica di sottofondo: Yellow-Coldplay- Acoustic version
Ed intanto fuori continua a nevicare. I rumori entrano attutiti, come schiacciati,compressi. Mi torna in mente il racconto di G., della sua dottoressa con la uno bianca bloccata nella neve. Adesso vorrei proprio accendermi una sigaretta; la aspirerei piano e profondamente; come fosse l'ultima. Invece sono senza e Gianni arriverà troppo tardi, quando la mia voglia si sarà trasformata in rassegnazione. Ripensavo, compressa anch'io, come i rumori, tra questa voglia di fumare e il pessimo profumo del mio tavolo, lucidato con fazzolettini appositi dall'odore tra il miele e il sandalo - nel senso della scarpa usata e intrisa di sudore e sporco- , pensavo, dicevo, a ieri sera. Sono uscita a portare fuori il cane ed ero nervosa, nonostante che la sera prima avessi fatto una profonda meditazione da cui sicuramente ho tratto beneficio. Pensavo che avrei voluto prendere un qualche tipo di rifugio e pensavo che, comunque, se fosse anche vero che esiste un ciclo di rinascite (e io credo che ci sia), ritengo che il rinascere senza coscienza del passato e delle esperienze, delle persone che ci sono passate accanto sia molto simile ad una morte. Vero è che una mente illuminata può scoprire dettagli importanti e ricordare la sua vita precedente, le sue vite precedenti. Ma io, riuscirò in questa o in una prossima vita ad arrivare a rivedere queste situazioni e queste persone? e allora ho pensato alle persone che adesso sono accanto a me e che amo profondamente: mio figlio, il mio compagno, i miei genitori, i miei amici... e ho pensato al dolore che provo all'idea di non ricordarli più una volta passata ad altra vita. e allora mi sono detta che deve essere stato così anche prima non ricordo i loro visi le loro voci le loro carezze le madri i padri i figli i fratelli le sorelle che ho amato che mi hanno amato e ci sono stati e io sono stata insieme a loro e ora non ricordo e se penso che li ho amati come ora amo quelli che ho intorno a me, mi si spezza il cuore di nostalgia. Lama Thubten dice spesso, sorridendo con tutto il corpo e con tutta l'anima: "tutti ci reincontreremo e tutti non ci riconosceremo...per quanto mi riguarda è una minaccia per voi..(risata)". Forse il senso è questo. L'essere amorevole con qualsiasi essere incontriamo sulla nostra strada perchè nel nostro peggior nemico può nascondersi la madre che abbiamo tanto amato e che tanto ci ha amato. Non ci sono coincidenze. Non credo. Per esempio penso che il mio innamoramento folle per il mio supposto amore, tramutatosi poi in caldissimo affetto, sia dipeso da un legame ancestrale tra di noi; da un collegamento che va oltre i confini di questa miserevole vita. non so adesso come continuarlo questo discorso. forse quando ci sarà più rumore e non dovrò scappare a casa per non rimanere bloccata a vita in questo ufficio. martedì, 24 gennaio 06 12:17
Conversazioni da bar
L'altra mattina entro nel famoso "Bar Doria"; famoso perchè è l'unico ad avere la sala fumatori e perchè il proprietario, Michele, (calabrese doc) prepara gustosissime specialità da accompagnare all'aperitivo.
Dunque. Entro e mi siedo in sala fumatori. Ordino il caffè (nero, doppio e senza zucchero). Arriva il caffè e mi accendo una sigaretta. Nel tavolo vicino ci sono tre ragazze, sui 15 anni, direi. Tutte con la cartella strapiena e i faccini a metà tra l'essere ancora bimbe e lo stare per diventare donne. Tutte con la mutanda in bella vista e il pancino al vento. Brrrrrr..brivido di freddo. Apro il giornale e facendo finta di nulla le ascolto. Una di loro (quella di spalle che poi scoprirò essere occhialuta e forse la meno carina del gruppo) deve essere presissima da uno dei ragazzi più bbboni della scuola (la sua amica lo nomina tra i più "figaccioni"(sic)). Forse c'è anche qualcosa. Non ho ben capito. L'amica seduta davanti a lei, richiesta di un parere, risponde più o meno così. A te piace farti fare del male. E' uno stronzo: neanche risponde ai tuoi sms. Ti sta usando. Secondo me te ti fai trattare così solo perchè è uno dei più carini della scuola e pensi ce visto che molte ragazze neanche le guarda è meglio essere trattata male purchè ogni tanto ti rivolga la parola e il pensiero. L'amica a fianco della ragazza presa ribadisce il concetto e dipinge l'individuo come una scimmia con i vestiti (quanto ad intelligenza). L'innamorata, che aveva chiesto il consiglio, a questo punto alza la voce e le sfancula entrambe pesantemente dicendo loro che non capiscono un cazzo. Io, devo dire, un po, le ho invidiate, 'che mi mancano questi discorsi con le amiche. Un po' mi hanno fatto pensare. Quando però sono uscite dalla saletta ho respirato davvero. Silenzio totale. Avevano delle voci tremende; come tutte le adolescenti. giovedì, 19 gennaio 06 18:13
Liberate Gedhun!! Free the Panchen Lama!http://www.tibet.ca/panchenlama/
Gedhun Choekyi Nyima, il Panchen Lama, era un bambino di 6 anni nel 1995. Lui e i suoi genitori vennero portati via dalla loro casa da emissari del Governo cinese proprio in quell'anno.
Da allora di loro non sia ha nessuna notizia certa anche se si spera che siano ancora vivi, trattenuti agli arresti a Bejiin in Cina.
Il titolo di Panchen Lama (la seconda più alta carica religiosa del Tibet) è stato attribuito al piccolo Gedhun Choekyi Nyima dal Dalai Lama; appena dopo l'annuncio il governo cinese scelse il proprio Panchen Lama e fece sparire il piccolo Gedhun e la sua famiglia.
Il governo cinese ammise la paternità del rapimento solo un anno dopo.
Il Governo cinese ha nominato un proprio Panchen Lama solo perchè sarà proprio il Panchen Lama che dovrà identificare il nuovo Dalai Lama alla morte di quest'ultimo; è chiaro che premeranno per individuarne uno compiacente con il governo cinese.
Molte sono le iniziative che in tutto il mondo si stanno svolgendo per spingere il governo cinese a rilasciare il piccolo Gedun e la sua famiglia, trattenuta agli arresti ormai da 16 anni.
Gedun è riconosciuto dai tibetani come il proprio Panchen Lama.
E' necessario che i diritti umani in Tibet vengano rispettati e che gli abusi del governo cinese dei diritti umani dei tibetani sia stigmatizzato apertamente dai governi occidentali.
Linkand sopra potrete avere alcune direttive per attivarvi anche voi per la liberazione di Gedhun.
Vi segnalo anche il sito dell'associazione Italia- Tibet (cercatela con google)
mercoledì, 11 gennaio 06 13:46
la storia di matmaSono Matma, ho 30 anni. Sono in fondo ad un pozzo con la testa piegata da un lato, premuta contro una piccola pozza d'acqua sporca, fangosa. Le bambine sono tutte vicino a me e paiono addormentate; mi sento e ci sentiamo serene, tutte e quattro. Anche qui, si. Ho la mandibola rotta e mi duole la gamba. Il respiro è difficoltoso. Ma le bambine stanno bene e dormono, dormono serene. Io e le mie piccole siamo abituate a dormire per terra; a casa Mammi ci consente di sdraiarci su un vecchio straccio in cucina; mio marito dorme nella stanza da letto, vicino alla finestra. E' colpa mia, lo dice sempre e a ragione Mammi. L'avevo promesso, l'aveva promesso mio padre, che la mia dote avrebbe compreso quel maledetto ventilatore. E anche il televisore. Quando i vicini accendono il loro so che arriveranno le grida di frustrazione di Mammi e le botte di mio marito. Ma le merito. Mi vergogno. Oggi sono uscita di casa e sono andata con la piccola in braccio a prendere Maja e Makia alla scuola elementare. Le ho portate al pozzo a prendere l'acqua per il pranzo e acqua non c'era. C'era mio marito. Ubriaco. Mi ha picchiato ed insultato davanti alle bimbe urlanti. Gli amici al bar l'avevano deriso per quel ventilatore, per quella televisone mai arrivata e per quelle tre figlie, tutte femmine e per il debito che gli avevo procurato tramite la loro nascita. Mi ha fracassato la mandibola con un pugno e preso a calci sulla schiena. Poi mi ha buttato nel pozzo, con la piccola. Maja e Makia urlavano e piangevano. Le vedevo affacciate al pozzo, chiamarmi e sentivo le lacirme. le sentivo cadere sul mio vestito come fossero enormi e pesanti. Non avevo voce ma avrei voluto gridare loro di perdonare me e anche il loro padre. Maja e Makia si sono gettate senza che il padre abbia fatto un gesto per salvarle. Ora siamo serene. E penso che sia ora che mi addormenti anch'io.
India, la strage silenziosa delle donne senza dote torturata per una tv e un ventilatore
Questa non è una notizia: una donna di 30 anni si è gettata a capofitto in un pozzo con le tre figlie, perché non poteva regalare un ventilatore e un tv color alla suocera. Non è una notizia a Dhaman, villaggio dell' India centrale, a 160 chilometri da Bhopal. Non è una notizia (non è una storia che fa notizia) nemmeno nel resto del Subcontinente, dove ogni anno 25 mila donne finiscono male per lo stesso motivo. Magari non si tratta di un ventilatore, ma di uno scooter. Magari molte di loro sopr avvivono, sfigurate o mutilate. Non è una notizia, perché è un fenomeno. E' un fenomeno che va sotto la simpatica definizione di «incidenti di cucina». Ne capitano tanti: mogli che pigliano fuoco ai fornelli, altre che precipitano in un pozzo. Infort uni domestici. Tutt' al più gesti disperati, senza colpevoli. Probabilmente, in questo caso, non è nemmeno la notizia esatta, perché è più verosimile che nel pozzo di Dhaman, mamma e figlie, siano state buttate. Comunque non sono più in grado di forn ire chiarimenti, perché sono morte tutte e quattro. Quattro doti in meno per altrettanti scrupolosi usurai di famiglia: il marito di Mamta Mali, la donna che non era riuscita a far vento alla suocera, e gli eventuali mariti delle tre bambine, alle qu ali sarà risparmiato un giorno l' assillo di procurarsi un transistor, un rasoio, e almeno un 21 pollici in bianco e nero, per consacrare degnamente le loro nozze. In qualunque casa civile c' è un televisore e il refrigeratore, o almeno quattro pale da appendere al soffitto: non l' aveva ancora capito Mamta Mali? Eppure la famiglia del marito glielo andava ricordando a pugni e schiaffi da ben sei anni, dal giorno del loro matrimonio. La dote della sposa era stata stabilita fin da allora: un tivù color e un ventilatore. Ogni sera, nell' afa silenziosa dell' abitazione, si rinnovava l' astio risentito del capofamiglia e di sua madre verso l' inadempiente. Mentre i vicini si sollazzavano al fresco con i musical prodotti a ritmo impressionante da Hollywood, l' immensa industria cinematografica indiana, i nuovi parenti di Mamta sfogavano la loro frustrazione sulla responsabile di tanto caldo e tanta noia: Mamta. Urla, botte, angherie non si erano diradate nemmeno durante le tre gravidanze d ella giovane donna, una ogni due anni. Ognuna conclusa da una delusione: un' altra femmina. Un altro debito aperto con chi se la sarebbe un giorno sposata. Mamta doveva pagare. Almeno il prezzo concordato tra suoceri e genitori: la tele e il ventilat ore. «La suocera non le dava tregua - ammette Anil Maheshwari un ufficiale della polizia di Stato, il Madhya Pradesh - e ogni giorno erano torture fisiche e mentali». Le stesse, sapeva bene Mamta, che sarebbero toccate un giorno alle sue bambine. Ecc o perché nascono meno femmine che maschi, in India. L' ipoteca annunciata da un' ecografia si cancella con un aborto selettivo. Fino alla ventesima settimana è legittimo e discrezionale. Ma se è difficile vedere lo schermo di una tivù a Dhaman, figur arsi quello di un ecografo. Lunedì scorso Mamta è andata a prelevare la figlia maggiore, cinque anni, a scuola. Poi ha preso per mano la seconda e in braccio la più piccola, appena 12 mesi. E si è diretta al pozzo del villaggio. Poteva essere archivi ato come il suicidio di una squilibrata, se non proprio un incredibile incidente. Ma qualcuno ha parlato; e poi Mamta non è la prima a finire a testa in giù in un pozzo mentre non cerca l' acqua, ma l' irraggiungibile luna: che abbia la forma di una tivù o di un ventilatore. Continuerà a far caldo e sarà ancora più silenziosa, ora, la casa del vedovo e di sua madre, ora formalmente sospettati di aver violato il Dowry Prohibition Act, la legge che vieta in India l' estorsione coniugale. E' in vig ore da 41 anni, 11 prima che nascesse Mamta. Da allora, se si vuol credere a statistiche approssimative, almeno duecentomila donne sono morte nello stesso paese per non aver corrisposto il prezzo pattuito con la famiglia del fidanzato: denaro, elettr odomestici, o addirittura un biglietto aereo per andare a studiare in un college americano o europeo. Nel 1995 il National Crime Bureau of the National Government of India certificava una media annuale di 6.000 «doti letali». Ma due anni dopo, i rapp orti di polizia parlavano di un incremento del 170 per cento e le stime ufficiose segnalano altre 20 mila vittime all' anno di «incidenti di cucina», sui quali nessuno apre un' inchiesta. A bruciarsi accidentalmente ai fornelli o a finire distrattame nte sfracellate non sono povere analfabete di campagna. Molto più spesso sono donne che appartengono a classi sociali medie, dove non bastano di sicuro una tivù e un ventilatore per saldare il conto aperto con l' uomo della loro vita nel festoso gior no delle loro nozze. «Ci sono più mogli ferite o uccise in India che morti e invalidi per mine antiuomo in tutto il mondo» segnala Himendra Thakur, fondatore dell' International Society against Dowry and Bride Burning in India, contro i delitt i per dote mancata. Il governo fa quello che può: nel 2001 ha celebrato il Women' s empowerment year, l' anno dell' aumento del potere delle donne. Sempre che riescano a superare il settimo anno di matrimonio. Di solito non va oltre la pazienza dell' uomo e dei suoceri creditori. A Bangalore, la Sylicon Valley indiana, si è formato il gruppo di Vimochana che cerca di contrastare perlomeno l' omertà. E ha scoperto che generalmente la polizia interroga le vittime agonizzanti davanti al marito o ai suoi parenti. Altre associazioni hanno tentato di intervistare le sopravvissute o le ripudiate, per individuare le caste a rischio: tutte. La dote è una pretesa trasversale. I casi più gravi, quando finiscono in tribunale, sono trattati come omicidi preterintenzionali. Vijay Kumar Soni dal matrimonio si aspettava soprattutto un motorino. Visto che non arrivava, ha dato fuoco alla moglie al settimo mese di gravidanza. Lei e il bimbo sono morti, lui è stato riconosciuto colpevole due settimane fa da un tribunale di Lucknow, capitale dell' Uttar Pradesh, e punito con 20 mila rupie di multa, circa 400 euro, e 10 anni di carcere. Il marito e la suocera di Mamta Mali ne rischiano soltanto sette, per «istigazione al suicidio». Per la morte delle tre bambine, che certo non avevano impulsi suicidi, invece non pagherà nessuno. Erano soltanto femmine, in fondo.
(dal "Corriere della sera", 19 settembre 2002)
mercoledì, 11 gennaio 06 13:05
gli illuminati 007 inglesiLeggo sulla Stampa del 10 gennaio 05 un articolo che riguarda un documento militare diffuso dai servizi segreti britannici nei vari apparati militari, appunto, e dal titolo "HIV and Epatite". Ok, direte voi, parte delle risorse economiche fornite dallo Stato alla difesa vengono in Inghilterra utilizzate per fare informazione e prevenzione riguardo a due malattie che sarebbero potenzialmente letali. Ed invece no! Il documento riguarda il pericolo (vero o presunto) che Al Quaeda arruoli tra i suoi kamikaze persone malate di aids o epatite o febbre dengue (che non so che sia) di modo che oltre ad esplodere e procurare forti danni fisici a persone o cose accanto a loro, infettino anche i soccorritori e comunque chi, non morendo, si trovi purtuttavia sul luogo dell'attentato; pare infatti che i frammenti ossei possano, nell'esplosione, colpire e perforare la pelle di altre persone fino a 50 metri di distanza. A parte il contenuto fantascientifico della notizia (non posso credere che al quaeda stia a fare una cernita tra i suoi adepti proponendo a ciascuno un esame del sangue prima dell'arruolamento effettivo) mi chiedo quanto vengano pagati gli 007 britannici per pensare e scrivere certe cagate, nonchè quanto costi diffonderle. Ho un consiglio per gli 007 inglesi: un bel vestito di lattice con cappuccio che li copra da testa a piedi: oltre a farli riconoscere per ciò che sono, servirà comunque a preservarli dalle malattie che temono.
mercoledì, 04 gennaio 06 15:20
Oggi in pizzeriaLa ragazza del "pizza al trancio" mi guarda e mi fa' annusando l'aria.."mmmmhhhh è tuo questo buon profumo di violetta, di fiori?" Io, impassibile e di fronte a altre 30 persone "No...però a me è comparsa la faccia di v Padre Pio sulla pizza". AH AH AH. 30 persone a terra che ridevano... vabbè... che figure di merda... mercoledì, 04 gennaio 06 15:11
Il primo post dell'anno-Cosmopolitanmi accorgo, or ora che questo è il mio primo post del 2006. Si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera; non so se riuscirò a tener fede al detto. Avrei voluto parlare di Cosmopolitan, la rivista. Arrossisco nel dirlo, ma l'ho comperata. Una volta sola. MMMHHH...E VA BENE! due. Ma la seconda volta solo perchè era allegato ad un altra rivista di cui tra l'altro non rivelerei mai il nome perchè mi vergognerei ancora di più. Insomma, io mi chiedo quale sia il target di questa rivista. Sia dal punto di vista dell'età, del portafoglio e del qi delle acquirenti. E' una rivista dove negli articoli, al posto di "amici" si scrive "friends": "esci con le friends? allora mettiti i calzettoni multicolor, 'che quest'anno sono molto trendy!" friends? trendy? calzettoni multicolor? mah..ah! forse perchè, siccome si chiama cosmopolitan, devono essere in grado di leggerlo tutti...aaaaaah ecco. Ci sono poi quegli spettacolari articoli in materia di sesso. Danno dei consigli assurdi: se mi presentassi io, come pretendono loro, al mio compagno penso che soffocherebbe dal ridere. e via di rianimazione, altro che ciulare. perchè mai dovrei comperare dei preservativi all'anguria? perchè sono trendy? e perchè dovrei dirgli di no per ripicca se ho voglia di ciulare? solo perchè al compleanno non mi ha regalato le mutande multicolor trendissime? Ma non si riducono a questo. A questa banalità...oh no. Manca solo il consiglio di infilarsi un naso rosso ed un oliva nel culo e poi parte il circo Orfei. I vestiti rappresentati, oltre che essere per la maggior parte davvero da circo, sono cari come il fuoco ed indossabili solo da modelle 15enni di un peso variabile tra i 25 e i 41 chili. Insomma diciamo una quindician d'anni fa magari. ma allora ero grunge di brutto. altro genere. Ho visto anche uno stupendo servizio di moda sci con la modella di turno con infilati un bel paio di calzoncini corti rosa e sci ai piedi. Penso che non fossero calzoncini...credo fossero le sue chiappe violacee dal freddo. Nella suddetta rivista spiegano anche cosa ci sia nella testa di Cesare Cremonini. Tre pagine. risultato : niente. Alla fine c'è pure una descrizione dei prodotti di bellezza utilizzati dalle giornaliste. A questo punto è partito un bel CHISSENEFREGA. |
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